La superlega pallavolo maschile non ha bisogno di presentazioni per chi segue il volley internazionale, ma i numeri della stagione 2025-2026 meritano di essere raccontati anche a chi pensa che in Italia esista un solo campionato serio. La SuperLega Credem Banca schiera 12 club con un mercato delle sponsorizzazioni cresciuto del 16% nel triennio 2024-2026 e un fatturato per squadra tra i più alti del panorama sportivo nazionale. Non sto parlando di calcio: sto parlando di pallavolo.

In dieci anni di analisi dei campionati italiani ho visto la SuperLega trasformarsi da lega nazionale di buon livello a vetrina globale del volley maschile. I migliori giocatori del pianeta competono qui. Le finali di Champions League si giocano con squadre italiane protagoniste. E la stagione appena conclusa ha prodotto qualcosa che non si vedeva dai tempi di Treviso nel 2000-2001: un club che ha attraversato l’intera postseason senza perdere una singola partita.

Quello che rende la SuperLega un unicum nel panorama europeo è la combinazione di tre fattori: investimenti privati consistenti, un bacino di talenti italiani alimentato dal settore giovanile FIPAV e una capacità di attrazione per stelle internazionali che poche leghe al mondo possono vantare. Da Perugia a Modena, da Civitanova a Trento, ogni città vive il proprio club con un’intensità che trasforma i palazzetti in arene dove il sesto set lo gioca il pubblico.

In questa analisi vi racconto come funziona la SuperLega, cosa ha reso la stagione 2025-2026 storica e perché i numeri economici di questa lega dovrebbero interessare chiunque si occupi di sport business in Italia. I dati che vedrete non vengono da comunicati stampa riciclati: sono il risultato di anni di osservazione diretta, confronti con addetti ai lavori e analisi delle poche fonti affidabili che coprono la dimensione economica del volley maschile italiano.

Formula e Regolamento della SuperLega

Quando spiego la SuperLega a chi arriva dal basket o dal calcio, parto sempre da un numero: 12. Dodici squadre, non venti, non trentadue. È un campionato compatto, denso, dove ogni partita pesa e dove non esistono giornate di riposo mentale. Se perdi concentrazione per un set, la classifica ti punisce.

La SuperLega Credem Banca – il naming sponsor è il gruppo bancario Credem, che ha legato il proprio marchio alla lega maschile – adotta un formato a girone unico con partite di andata e ritorno. La regular season inizia a ottobre e si chiude a febbraio, con 22 giornate che producono un calendario serrato: le squadre giocano praticamente ogni settimana, spesso con turni infrasettimanali per le formazioni impegnate anche nelle coppe europee.

Il sistema di punteggio è identico a quello della A1 femminile: tre punti per la vittoria in tre o quattro set, due per la vittoria al tie-break, un punto per la sconfitta al quinto set. Questo meccanismo rende ogni partita contendibile fino alla fine – nella stagione 2025-2026 ci sono state oltre venti partite decise al tie-break nella sola regular season, un dato che racconta quanto sia equilibrata la competizione al di sotto del vertice.

I playoff scudetto ammettono le prime otto classificate. Quarti di finale al meglio delle tre partite, semifinali e finale al meglio delle cinque. Il fattore campo, assegnato alla squadra con il miglior piazzamento, è un vantaggio reale: i palazzetti della SuperLega, pur con capienze limitate rispetto agli standard del basket o del calcio, generano un’atmosfera che condiziona il rendimento delle squadre ospiti. Le ultime due classificate retrocedono in Serie A2, da dove salgono le vincitrici dei playoff promozione.

Giocatore al servizio durante una partita di SuperLega pallavolo maschile

La differenza strutturale con la A1 femminile non si ferma al numero di squadre. Il modello commerciale della SuperLega è più maturo: gli accordi di sponsorizzazione sono mediamente più ricchi, la copertura televisiva più ampia e il mercato dei giocatori internazionali più sviluppato. Paradossalmente, però, è la lega femminile a crescere più velocemente in termini di audience digitale – un dettaglio che la dirigenza della SuperLega osserva con attenzione e che dovrebbe far riflettere chi pensa che il dominio commerciale maschile sia scontato per sempre.

Stagione 2025-2026: Perugia e la Tripla Corona Storica

Il cammino in regular season

Una sera di novembre mi trovavo a Perugia per una partita di regular season contro Modena. Il PalaBarton era pieno, l’atmosfera elettrica, e ho pensato: questa squadra gioca ogni partita come se fosse una finale. A fine stagione ho capito che non era un’impressione: era il metodo Lorenzetti. Angelo Lorenzetti ha costruito una macchina che non conosce pause, e i risultati della stagione 2025-2026 lo dimostrano in modo schiacciante.

La Sir Susa Vim Perugia ha chiuso la regular season al primo posto, confermando la propria superiorità su un campionato che non manca certo di concorrenti di livello. Civitanova, Trento, Modena e Monza hanno tutti costruito roster competitivi, ma la profondità della rosa di Perugia – con giocatori di livello mondiale in ogni ruolo – ha fatto la differenza nelle partite che contavano. Il vantaggio accumulato in classifica ha garantito il fattore campo per l’intera postseason, un elemento che si è rivelato decisivo.

Il dato che racconta meglio la regular season 2025-2026 non è il distacco in classifica ma il numero di set persi dalle prime quattro. Perugia ha costruito il proprio vantaggio non tanto vincendo partite facili, quanto chiudendo in tre o quattro set incontri che altre squadre avrebbero portato al tie-break. È la differenza tra una squadra forte e una squadra dominante: la capacità di gestire i momenti critici senza concedere nulla all’avversario. Nella parte centrale della classifica, la battaglia per il piazzamento playoff ha prodotto uno dei finali di regular season più combattuti degli ultimi anni, con quattro squadre racchiuse in tre punti a contendersi le ultime posizioni utili per la postseason.

Palazzetto gremito di tifosi durante una serata di SuperLega

I playoff e il terzo scudetto

Quello che Perugia ha fatto nei playoff 2025-2026 appartiene alla storia della pallavolo italiana. Nove vittorie e zero sconfitte nell’intera postseason – un clean sheet che nella SuperLega era riuscito solo a Treviso nella stagione 2000-2001. Il terzo scudetto della Sir Safety, dopo quelli del 2018 e del 2024, è arrivato con una superiorità che ha lasciato pochissimo spazio alla discussione.

Il percorso verso il titolo è stato lineare in modo quasi inquietante. Quarti superati senza cedere un match, semifinale dominata e una finale contro Civitanova che ha confermato il divario tra la prima e la seconda forza del campionato. Lorenzetti ha definito i mesi tra il Mondiale per Club e la fine del campionato una “giostra” – un’immagine che rende perfettamente l’idea della densità di impegni e della pressione costante a cui i suoi giocatori sono stati sottoposti senza mai cedere.

La tripla corona stagionale – Mondiale per Club, Scudetto e Champions League – colloca Perugia tra i più grandi club della storia del volley europeo. Non succedeva che un club italiano completasse un’annata così da molti anni, e il merito va distribuito tra una società ambiziosa, un allenatore visionario e un gruppo di giocatori che ha saputo gestire la pressione di essere i favoriti in ogni competizione a cui partecipavano.

Un aspetto che mi ha colpito della cavalcata di Perugia nei playoff è stata la gestione delle rotazioni. Lorenzetti non ha schierato sempre lo stesso sestetto: ha utilizzato tutta la profondità della rosa, dando minuti a giocatori che nella regular season avevano avuto meno spazio. Questa scelta ha avuto un doppio effetto: mantenere fresca la formazione titolare e creare una pressione competitiva interna che ha alzato il livello di tutti. In un playoff che dura quasi due mesi, la gestione del gruppo conta quanto il talento individuale – e Perugia ha dimostrato di avere entrambi.

Celebrazione della tripla corona nella pallavolo maschile con il trofeo scudetto

Sponsorizzazioni e Valore Economico della SuperLega

I soldi nella pallavolo non fanno rumore come nel calcio, ma ci sono e crescono. Lo dico con la sicurezza di chi segue i bilanci dei club da un decennio: il mercato delle sponsorizzazioni nella SuperLega ha registrato una crescita del 16% nel triennio 2024-2026, un dato che pochissimi sport italiani possono vantare nello stesso periodo. Il fatturato per squadra si colloca tra i più alti del panorama sportivo nazionale se si esclude il calcio di Serie A.

Il mercato complessivo delle sponsorizzazioni sportive in Italia si prepara a raggiungere i 1.127 milioni di euro nel 2026, e la SuperLega sta catturando una fetta crescente di questa torta. L’indagine StageUp e ChainOn ha evidenziato che la pallavolo maschile di vertice attrae sponsor di categorie diverse rispetto al calcio – banche, assicurazioni, aziende alimentari locali, marchi tecnologici – il che la rende meno vulnerabile alla concentrazione su pochi grandi investitori.

La SuperLega 2022-2023 ha totalizzato 505.021 spettatori nei palazzetti, un dato che va contestualizzato con le capienze limitate degli impianti: la maggior parte dei palazzetti di Serie A ospita tra i 3.000 e i 5.000 posti, il che significa che molte partite vanno in sold out ben prima del fischio d’inizio. Il rapporto tra domanda e offerta di biglietti è favorevole, e questo rafforza la posizione negoziale dei club con gli sponsor: un palazzetto pieno vale più di uno stadio mezzo vuoto in termini di visibilità del marchio per spettatore.

C’è un aspetto dell’economia della SuperLega che trovo particolarmente interessante: la diversificazione dei ricavi. Oltre alle sponsorizzazioni tradizionali, i club generano entrate dalla vendita di abbonamenti, merchandising, hospitality e – sempre più – dai diritti digitali. VBTV ha cambiato le regole del gioco anche per i club maschili, aprendo un canale di distribuzione globale che genera ricavi direttamente e aumenta il valore delle sponsorizzazioni attraverso la visibilità internazionale.

Maglie di pallavolo con loghi degli sponsor visibili a bordocampo nella SuperLega

Il modello di Conegliano nel femminile – 330 sponsor, 5,5 milioni di euro di monte ingaggi, oltre 110.000 presenze stagionali al Palaverde – rappresenta un benchmark che diverse squadre della SuperLega stanno cercando di replicare nel contesto maschile. La strada è più lunga perché i budget sono mediamente più alti e la sostenibilità richiede ricavi ancora maggiori, ma la direzione è quella giusta. Il vero salto di qualità economico per la SuperLega arriverà quando le capienze dei palazzetti cresceranno: con impianti da 3.000-5.000 posti, il potenziale di biglietteria è strutturalmente limitato. I progetti infrastrutturali per i prossimi anni, incluse le sedi degli Europei 2026, potrebbero cambiare questo scenario.

I Protagonisti della SuperLega: Da Giannelli a Ben Tara

Se c’è una cosa che ho imparato in dieci anni di analisi, è che i campionati si vincono con i giocatori, non con i PowerPoint. E la SuperLega 2025-2026 ha avuto protagonisti che meritano di essere raccontati al di là delle fredde statistiche.

Simone Giannelli resta il palleggiatore più completo del mondo. La sua capacità di leggere il gioco, distribuire in velocità e decidere le partite nei momenti chiave è qualcosa che i numeri catturano solo in parte. Nella stagione a Perugia ha confermato di essere l’architetto tattico attorno a cui ruota l’intero sistema offensivo dei Block Devils. L’all-star team della Champions League 2026, dominato da giocatori di Perugia, lo ha incluso come miglior palleggiatore del torneo – un riconoscimento che non sorprende chi lo segue ogni domenica in SuperLega.

Wassim Ben Tara è stata la rivelazione offensiva della stagione. L’opposto tunisino, arrivato a Perugia con aspettative alte, le ha superate tutte: potenza in attacco, efficacia in battuta e una continuità di rendimento che lo ha reso uno dei giocatori più decisivi dell’intera Champions League. Insieme a Oleh Plotnytskyi – ucraino, esterno di banda con un servizio devastante – ha formato un reparto offensivo che nessuna squadra europea ha saputo contenere stabilmente. Il presidente Sirci ha commentato i successi del club sottolineando come la sua piccola regione stia dimostrando all’intero paese che investire con intelligenza nella pallavolo produce risultati straordinari, senza bisogno di essere una metropoli o di avere budget da calcio.

Ma la SuperLega non è solo Perugia. Civitanova ha schierato un roster costruito per competere su tutti i fronti, con giocatori di esperienza internazionale e un progetto che punta alla continuità. Trento ha confermato la propria tradizione di vivaio e gestione intelligente del budget, dimostrando che non servono necessariamente i budget più alti per restare competitivi nella parte alta della classifica. Modena, con il peso della sua storia – la città ha vinto più scudetti di chiunque altro nella pallavolo maschile italiana – ha cercato di tornare ai vertici con investimenti significativi. Monza ha portato ambizione e risorse fresche in un campionato che non si accontenta mai dello status quo.

Il livello medio dei roster nella SuperLega 2025-2026 è stato probabilmente il più alto di sempre. Ogni squadra poteva contare su almeno due o tre giocatori con esperienza internazionale significativa, e la profondità delle rose ha reso imprevedibili anche le partite tra le squadre di metà classifica. È questa densità di talento a rendere la SuperLega il miglior campionato maschile per club al mondo – un’affermazione che i risultati in Champions League continuano a confermare stagione dopo stagione.

Un elemento che mi ha colpito in questa stagione è stato il ruolo degli allenatori. Lorenzetti a Perugia, certo, ma anche Blengini a Civitanova, Stoytchev a Monza e le scelte tattiche di chi ha lottato per la salvezza nella parte bassa della classifica. Il livello della panchina nella SuperLega è un vantaggio competitivo a livello europeo che non viene valorizzato abbastanza: i migliori tecnici del mondo vogliono allenare in Italia perché sanno che è qui che si misurano con il meglio del meglio.

Palleggiatore in azione durante una distribuzione rapida in SuperLega

SuperLega e Champions League: Perugia Back-to-Back

A Torino, nell’Inalpi Arena, ho assistito a qualcosa che rimarrà scolpito nella mia memoria di analista. La Final Four della Champions League maschile 2026 ha visto Perugia conquistare il trofeo europeo per il secondo anno consecutivo – un back-to-back che certifica la SuperLega come la lega da battere nel continente.

La finale contro lo Zawiercie polacco si è chiusa 3-0, un risultato che racconta solo in parte la superiorità di Perugia ma che riflette perfettamente la differenza di esperienza tra le due squadre nei momenti decisivi. La Champions League 2025-2026, con la Final Four ospitata in Italia, ha dato alla SuperLega una vetrina di visibilità internazionale che va ben oltre il singolo risultato sportivo: ospitare il più importante evento per club del continente significa attirare l’attenzione di broadcaster, sponsor e federazioni di tutta Europa.

Il successo di Perugia in Champions League non è arrivato per caso. La costruzione del roster è stata pensata specificamente per competere su più fronti: la profondità della rosa ha permesso a Lorenzetti di gestire rotazioni senza perdere qualità, dosando i carichi tra campionato e competizione europea. L’all-star team della Final Four è stato dominato da giocatori perugini – Ben Tara, Giannelli, Plotnytskyi, lo stesso Lorenzetti come miglior allenatore e Fabio Colaci come miglior libero – a dimostrazione che il successo non è dipeso da un singolo fuoriclasse ma da un sistema che ha funzionato in ogni reparto.

Il dominio di Perugia in Europa non è un caso isolato. La SuperLega produce regolarmente le squadre candidate alla vittoria finale della Champions League, e la ragione è strutturale: il livello competitivo del campionato italiano maschile prepara le squadre a un ritmo di gioco che pochi avversari europei sanno sostenere. Giocare ogni settimana contro Civitanova, Trento o Modena è un allenamento che vale più di qualsiasi preparazione mirata per le coppe.

C’è però un tema che merita riflessione. Mentre la SuperLega domina in campo maschile, la Champions League femminile racconta una storia diversa: Conegliano e Scandicci sono state eliminate in semifinale nel 2026, con una finale tutta turca tra VakifBank e Eczacibasi. La Turchia ha investito in modo massiccio nella pallavolo femminile di club, e il gap con l’Italia si sta riducendo proprio sul palcoscenico europeo. Per la SuperLega maschile il messaggio è chiaro: il dominio non è mai permanente, e investire oggi è l’unico modo per restare al vertice domani.

Arena durante la Final Four di Champions League di pallavolo maschile

Domande sulla SuperLega

Quante squadre compongono la SuperLega maschile?

La SuperLega maschile è composta da 12 squadre che si affrontano in un girone all"italiana con partite di andata e ritorno. Le prime otto accedono ai playoff scudetto, le ultime due retrocedono in Serie A2.

Cos"è il naming sponsor Credem Banca della SuperLega?

Credem Banca è il gruppo bancario che ha acquisito i naming rights della SuperLega maschile. Il campionato si chiama ufficialmente SuperLega Credem Banca. Il naming sponsorship è una delle principali fonti di ricavo per la lega e contribuisce alla crescita complessiva del mercato delle sponsorizzazioni.

Qual è il record di playoff imbattuti nella storia della SuperLega?

Il record appartiene a Perugia nella stagione 2025-2026: 9 vittorie e 0 sconfitte nell"intera postseason. Prima di Perugia, l"unico clean sheet nei playoff della SuperLega era stato quello di Treviso nella stagione 2000-2001.

Come si accede alla SuperLega dalla Serie A2?

Le vincitrici dei playoff promozione della Serie A2 maschile accedono alla SuperLega, sostituendo le due squadre retrocesse dalla massima serie. Il passaggio richiede il rispetto di requisiti economici e infrastrutturali stabiliti dalla Lega Pallavolo Serie A.

Prodotto dalla redazione di «pallavoloseriea.com».