I tesserati FIPAV hanno superato quota 363.000 nel 2026, il dato più alto della storia recente della pallavolo italiana. Questa cifra non è un numero isolato: è il punto di arrivo di una crescita che ha accelerato negli ultimi anni, con un incremento del 5% registrato già nel 2024 rispetto alla stagione precedente, quando il conteggio si fermava a 360.000. La pallavolo italiana non sta solo resistendo in un panorama sportivo competitivo — sta espandendo la propria base a un ritmo che pochi sport di squadra possono eguagliare.
Analizzo i dati di tesseramento della FIPAV da anni, e la traiettoria è inconfondibile. Il calo causato dalla pandemia è stato riassorbito e superato, e il movimento sta entrando in una fase di crescita strutturale che ha radici profonde nei successi delle nazionali e nella crescente visibilità mediatica del campionato.
L’Evoluzione dei Tesserati FIPAV: dal Pre-Pandemia al 2026
Per capire il significato dei 363.000 tesserati del 2026, bisogna guardare la curva completa. Prima della pandemia, il movimento pallavolistico italiano era già in crescita moderata. Il Covid-19 ha provocato un calo brusco — le palestre chiuse, le stagioni cancellate, i giovani che abbandonavano l’attività sportiva. La ripresa è stata più rapida di quanto molti prevedessero.

Nel 2024, i tesserati hanno toccato quota 360.000, con un incremento del 5% che ha sorpreso gli stessi vertici federali. Quel dato segnalava che la pallavolo non stava semplicemente recuperando i numeri pre-pandemia ma li stava superando, spinta da fattori nuovi: l’effetto dei successi olimpici, la crescita della visibilità su VBTV e social media, e un rinnovato interesse delle famiglie per uno sport accessibile e sicuro.
Nel 2026, il superamento della soglia dei 363.000 conferma il trend. La crescita non è uniforme — alcune regioni trainano più di altre, e la componente femminile cresce più velocemente di quella maschile — ma la direzione è chiara. Se il tasso di crescita si mantiene, il movimento italiano potrebbe avvicinarsi alla soglia dei 400.000 tesserati entro il 2028-2029, un traguardo che cambierebbe il peso politico della pallavolo nel panorama sportivo nazionale.

La Composizione per Genere: 60% Donne, 40% Uomini
Ecco il dato che non smette di stupirmi: il 60% dei tesserati FIPAV è donna. In un paese dove lo sport è storicamente dominato dal calcio maschile, la pallavolo ha costruito una base di praticanti dove le donne sono la maggioranza. Con circa 383.000 pallavoliste tesserate nel 2023, la pallavolo rappresenta il 21,2% di tutte le atlete tesserate alle Federazioni Sportive Nazionali.

Questo rapporto 60-40 non è frutto del caso. La pallavolo ha caratteristiche strutturali che la rendono particolarmente attraente per le ragazze: è uno sport senza contatto fisico diretto, praticabile in palestre coperte, con un costo di accesso contenuto rispetto a molti altri sport. La rete di società sportive di base — oltre 3.138 società votanti all’ultima Assemblea Nazionale FIPAV — garantisce una capillarità territoriale che pochi sport possono eguagliare.
L’effetto dei modelli femminili è tangibile. Giocatrici come Paola Egonu, Monica De Gennaro e Myriam Sylla sono diventate figure pubbliche che ispirano le più giovani. Le vittorie della Nazionale femminile — l’oro olimpico a Parigi 2024, il Mondiale 2025, la VNL — hanno amplificato questo effetto, creando un circolo virtuoso tra successi sportivi e crescita della base. Per un’analisi più approfondita del fenomeno, ho dedicato un articolo a perché la pallavolo è lo sport femminile più praticato in Italia.

Le Società Sportive e la Distribuzione Territoriale
I 363.000 tesserati non sono distribuiti in modo uniforme sul territorio. Il Nord Italia concentra la maggior parte delle società e dei praticanti, con regioni come Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia che esprimono il maggior numero di tesserati in valore assoluto. Ma la crescita più significativa degli ultimi anni si registra in regioni del Centro e del Sud dove la pallavolo era storicamente meno radicata.
Le 3.138 società votanti all’Assemblea Nazionale FIPAV del 2025 — quella in cui Giuseppe Manfredi è stato rieletto con il 96,8% dei voti — rappresentano un ecosistema capillare che va dal piccolo club di paese alla grande società di Serie A. Questa rete è il fondamento su cui poggia tutto il sistema: senza le società di base che iniziano le bambine e i bambini alla pallavolo, non ci sarebbero tesserati da contare.

La sfida della distribuzione territoriale è duplice. Da un lato, bisogna sostenere la crescita nelle aree emergenti, garantendo infrastrutture adeguate — palestre, allenatori qualificati, programmi di avviamento. Dall’altro, bisogna mantenere la qualità nelle aree storicamente forti, dove la concorrenza con altri sport e con le attività ricreative è più intensa. La riforma dei campionati con la nuova Serie A3 potrebbe avere un effetto positivo in questo senso, offrendo alle società delle aree meno coperte un obiettivo sportivo nazionale raggiungibile.
Un dato che mi colpisce sempre quando guardo le statistiche territoriali: la pallavolo è presente in modo significativo in comuni di piccola e media dimensione, non solo nelle grandi città. Conegliano, con 35.000 abitanti, è l’esempio più eclatante — ma ci sono decine di società in centri ancora più piccoli che producono giocatrici e giocatori di livello nazionale. Questa capillarità è un vantaggio competitivo che la pallavolo ha rispetto a sport come il basket, più concentrati nei grandi centri urbani.

La distribuzione per fasce d’età racconta un’altra storia significativa. La maggior parte dei tesserati si concentra nelle categorie giovanili — under 14, under 16, under 18 — dove la pallavolo è spesso lo sport scelto nelle scuole e nei centri sportivi locali. La sfida è trattenere queste atlete e questi atleti oltre i 18 anni, quando la transizione dall’attività giovanile a quella senior diventa critica. Molti abbandonano per motivi di studio, lavoro o semplicemente perché il livello richiesto dai campionati senior è troppo alto rispetto alla preparazione accumulata. Colmare questo gap è una delle priorità della FIPAV per i prossimi anni.

Il confronto con le altre federazioni sportive italiane rafforza il quadro. La FIPAV è la terza federazione per numero di tesserati dopo FIGC (calcio) e FIT (tennis), e la prima tra gli sport di squadra non calcistici. Questo posizionamento non è solo un dato di orgoglio: si traduce in peso politico al CONI, in capacità di ottenere finanziamenti pubblici e in visibilità istituzionale. Ogni tesserato in più rafforza la posizione della pallavolo nel sistema sportivo italiano, e questo è un motivo in più per cui la crescita attuale ha un valore che va oltre il semplice conteggio numerico.
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Prodotto dalla redazione di «pallavoloseriea.com».
